venerdì 7 novembre 2008

Legge Gelmini 30 ottobre 2008



Io c'ero. e ho vissuto tutto a partire dal mio stomaco. guardavo i ragazzi, gli adulti, i bambini mentre esprimevano la loro opinione in democratica espressione, mentre urlavano i loro bisogni, mentre cercavano di strappare un aiuto a chi invece ora preferisce ignorarli e intanto pensavo... quelli del '68 e quelli del'77 oggi sono i genitori e i professori di questi studenti incazzati che manifestano contro una nuova Legge che non hanno mai chiesto e che soprattutto non condividono. quelli del'68 e quelli del '77 oggi, nel 2008, tornano a protestare accanto ai loro figli, ai loro allievi come hanno già fatto a loro tempo. in più migliaia e migliaia di bambini, studenti delle elementari, accanto a loro. possibile che un fiume così in piena sia invisibile? possibile che si sia cercato di reprimere con la forza la loro forma di espressione? possibile che la protesta vada ancora avanti e nessuno si renda conto di questo? possibile che si sia deciso di tagliare sull'istruzione italiana mentre si annuncia sostegno economico alle banche? io mi sono laureata tempo fa. sudando di brutto con enormi sacrifici da parte della mia famiglia e da parte mia, lavoravo per mantenermi e quando finalmente mi hanno dato il biglietto da visita con sopra scritto "Dottoressa Valentina Cusano" credevo con fiducia di aver finalmente trovato uno sbocco lavorativo consono alla mio impegno didattico duranto 20 anni. non è cambiato niente. laureata o no lavoro non ce n'è. e i laureati come me, medici, architetti piuttosto che avvocati e altri ancora, lavorano nei pub di notte, cassieri al supermercato, operai a turno (o in cassa integrazione), spazzini di quartiere, venditori porta a porta, operatori telefonici call-center e altro ancora. l'inquietudine dinnanzi ad una socità solo apparentemente informata e culturalmente evoluta c'era già 10 anni fa. ora la situazione è soltanto peggiorata. oggi non è più chiaro nemmeno cosa sia la scuola, figuriamoci se questa sia in grado di offrire reali sbocchi professionali futuri! ma questi sono problemi da affrontare con una riforma. Ops! dimenticavo che adesso abbiamo la nuova Legge Gelmini! che infatti a questi temi non ci ha nemmeno pensato. le mie parole non cambiano di certo la situazione dinnanzi a simile "ignorare" (principio effettivo di ignoranza), e non prendo posizioni politiche in quanto non sto nè da una parte nè dall'altra. la politica qui sminuisce soltanto la reazione. ma continuo a chiedermi perchè milioni di italiani non vengono ascoltati da coloro che dicono di essere qui per fare il nostro bene? io c'ero e se avessi potuto avrei dato loro parole di speranza e fiducia sul futuro lavorativo. ma non ne ho. non posso mentire. posso solo documentare e usare il mio mezzo, la fotografia, per far sì che ciò che sta accadendo non venga dimenticato. per lasciare una traccia negli occhi di chi vuole guardare, sapere, conoscere, documentarsi e magari cercare una reale soluzione. buona visione a tutti. video

giovedì 18 settembre 2008

mostra sul campione fabrizio macchi


la prossima mostra è dedicata a fabrizio macchi. con grande onore.

siete tutti invitati a visitarla dal 20 settembre al 5 ottobre 2008 presso l'illustre chiostro di voltorre, a gavirate (varese).

inaugurazione sabato 20 settembre alle 18. buona visione a tutti.

dopo che avrete visto le mie foto e quelle dei colleghi, vi parlerò delle mie.

giovedì 28 agosto 2008

laura bono "s'intitola così"


eccomi finalmente con la grande notizia!

il 10 settembre esce il Finlandia il nuovo cd "s'intitola così" della nostra rocker Laura Bono e la copertina di questo lavoro è firmata Valentina Cusano. un'immensa soddisfazione amici, davvero.

seguo Laura da tanti anni, soprattutto nei live, ma non avevamo mai avuto modo di lavorare assieme sulle foto per i cd pubblicati e ora finalmente...

arrivo a Riccione per le mie vacanze alle 13 del 1 agosto. scarico le valige, cominciamo a pulire la casetta che ci ospiterà per le seguenti 3 settimane, scelgo il costume da indossare...preparo il bagno per farmi una doccia e mi squilla il cellulare...Laura. "Ciao tesoro come stai? ho bisogno di aiuto!" è agitata spaventata nervosa...riesce a spiegarmi velocemente cosa succede...le scadenze incombono e lei è chiaramente molto tesa. il mattino dopo alle 9 sono su un eurostar che mi riporta a Milano. l'emozione è tantissima e non riesco bene a concentrarmi sul lavoro. poco tempo a disposizione e nessun tipo di organizzazione, intanto arrivo. l'unica idea in testa è quella di portare Laura in stazione e fotografarla tra valige treni e gente in partenza. una storia un viaggio. ma non si può. per fotografare nelle stazioni ferroviarie bisogna avere permessi speciali.purtroppo. non c'è più tempo. arriva la truccatrice e stylist. ascolto il nuovo album. è fortissimo! siamo a pochi passi da Garibaldi...e proprio qui c'è una zona bellissima molto metropolitana che bene calza all'immagine che voglio ridare di Laura ai suoi fan. bene! location trovata. partiamo per il sopralluogo! il posto è fantastico perfetto! Laura è meravigliosamente bella ed energica. la sua forza mi coinvolge il mio occhio parte, la mia mano scatta ed il mio cuore trova. così sono nate le foto che troverete nel nuovo cd di Laura Bono. l'artwork è di Manuela Campana, un lavoro perfetto, diretto, caldo,aggressivo tenace e dolce allo stesso tempo. grande Manu! un'intesa perfetta.

Laura torna nei suoi vestiti e ci regala 12 nuove canzoni una più bella dell'altra. la grinta la voce graffiante la penna è seducente e l'album è una bomba!

ieri lo ha presentato in Finlandia dove è più famosa del Papa credo! è stato un grande successo!

mi tremano ancora le gambe.sono ancora emozionata. mi godo questi attimi finchè ci saranno e auguro a Laura tutto il successo che merita. sei grande piccola! ora dobbiamo conquistare anche l'Italia!

e grazie.

lunedì 25 agosto 2008

NIKON D300

Credo di aver fatto la mia scelta finale dopo un lungo mese di valutazione.
vado sulla D300. perchè? perchè è un'ottima macchina altamente professionale e disponibile all'immediato utilizzo al mezzo. intendo per la scelta e la qualità delle ottiche. e intanto attendo che la D700 abbassi il suo prezzo, venga professionalmente testata da qualcuno che conosco e che la nikon tiri fuori le ottiche che mi servono per lavorare. nel frattempo festeggio i buoni risultati che ho ottenuto durante queste vacanze...mentre riposavo sono riuscita comunque a lavorare! e sono riuscita a creare qualcosa di straordinario che presto potrete vedere tutti!
a presto dunque con meravigliose novità.

giovedì 24 luglio 2008

nikon D700 oppure D300 ???

Cari amici siamo giunti al periodo delle vacanze che più o meno ognuno di noi tanto sogna durante l'anno...e come voi anch'io prenderò 2 settimane di riposo...finalmente! e andrò a mettere il mio fondoschiena a bagno in qualche mare italiano. ma andrò con un dubbio lacerante...
la nikon poche settimane fa ha presentato il suo nuovo gioiello, la D700, formato pieno FX con sensore della D3 ma corpo della D300. ottimo prodotto direi! peccato che le ottiche compatibili con il nuovo sistema D700 non esistano ancora e in commercio ci sia solo un unico obiettivo. come può un professionista pensare di passare ad una nuova tecnologia tanto evanzata e sorprendente nei risultati se poi non vi sono le ottiche con cui lavorare? e soprattutto perchè dovrei comprare la D700 e poi essere anche costretta a cambiare tutto il corredo ottiche Nikon?quindi...D700 oppure D300? perchè con la D700 tutte le ottiche che possiedo non vanno bene. vignettatura e lettura immagine in formato ridotto: posso anche usare le mie ottiche ma il file passa da 12 mega a 5 massimo 6.
Cara Nikon, ti voglio tanto bene, ma questa tua ultima uscita mi lascia piuttosto perplessa...

lunedì 16 giugno 2008

www.myspace.com/valentinacusano


"Se AMI devi amare FORTE.

Se ODI devi odiare.

La mezza via non esiste.

Il confine tra odio e amore

è sottile, di seta finissima.

Trasparente come l'acqua

del mare.

Invisibile." (Biagio Antonacci dal libro SE AMI DEVI AMARE FORTE, Mondadori)


Questa sono Io.


Perchè credo nell'AMORE.


"Non credo a quelli che si innamorano della loro migliore amica, mi fa ridere...Non esiste: si faranno compagnia, troveranno un modo migliore per passare il tempo e si convinceranno di essersi trovati. Ma sono solo pezze. Pezze che si mettono a vite non coraggiose.
Le vite coraggiose sono libere, curiose, indipendenti."


Posso solo provare pena per coloro che si accontentano. Banalmente, superficialmente, senza cuore e senza mente. E' come lasciare che gli altri decidano della tua vita. E' come permettere agli altri di prenderti in giro e mancarti di rispetto. Per questo IO NON MI ACCONTENTO MAI. Metto costantemente alla prova le persone che mi stanno accanto, così nel lavoro come nella vita privata. E' per me una forma di selezione umana. Poi elimino. E se elimino, io elimino a vita. Coloro che scelgono di accontentarsi, o di farsi prendere in giro, non meritano un posto accanto a me. Nel mio mondo è concesso solo AMARE, PENSARE, VIVERE FORTE.

L'invadenza resta fuori.

E ho paura. Sì, ho paura anch'io. Di tante cose. una delle mie più grandi paure?

tempo fa conoscevo una persona, acida, arrogante, irriverente, molto ignorante, che stabiliva muri alti come grattacieli nella propria vita per mancanza in realtà di una sua vita. sola. all'età di quarant'anni. che non riusciva a trovare nessuno che l'amasse per ciò che è poichè ciò che è e mostra di essere è assolutamente meschino e superficiale. nessuno può amare tanta inutilità. tanto che questa persona ormai superati i quarant'anni si accontenta di vivere la vita degli altri poichè una sua proprio non ce l'ha e non riesce a crearsela. l'ignoranza si maschera di acidità.

io ho paura di diventare come questa persona e come le persone ignoranti che le stanno accanto e che lei chiama "amici" all'occorenza. ho paura di diventare così.

per questo VIVO FORTE. e la VERITA' la custodisco dentro di me. lasciando che gli altri credano ciò che vogliono credere. poichè di meglio non meritano. perchè meritano di essere prese in giro queste persone. e lo meritano talmente tanto che anche quando le cose gli scorrono sotto gli occhi nemmeno le vedono. meritano di vivere senza vita, ma con immensi e possenti paraocchi.

Io non sono come loro. sono meglio. molto meglio. perchè ancora uso il MIO cervello per giudicare. e guando giudico parto da me.
grazie Biagio. perchè ancora una volta attraverso le tue parole, trovo la sostanza del mio reale essere. sincero, complicato, autentico.

giovedì 12 giugno 2008

www.photographers.it/free/valentinacusano


ciao a tutti! bentornata mi dico...visto che è da tanto che non passo a trovavi sul mio blog...
impegni di lavoro e varie vicende mi hanno tenuta un poco lontana da questo diario e me ne scuso. ma intanto sono cresciuta ancora un poco e vi invito infatti a visitare sull'indirizzo nel titolo un piccolo assaggio dell'ultimo reportage che ho realizzato in occasione della visita della Madonna di Fatima a Varese. una meravigliosa giornata. non so se credo oppure no, ma in mezzo a tutta quella gente e alla forza della loro fede, anch'io mi sono rotrovata un po' e mi sono sentita protetta mentre scattavo e ciò che vedevo e inquadravo lo sentivo forte in me. è stata una grande esperienza, così come cerco che sia ogni mio reportage. parte dal cuore e arriva oltre.
inoltre abbiamo fatto la mostra di fine anno in Accademia sul tema della "magia e tradizione popolare"(qui a lato a sinistra una delle immagini che ho messo in mostra anch'io tratta dal reportage "La Passione di Cristo")...complimenti a tutti i miei allievi. siete stati davvero bravi. e credo sinceramente che una mostra così ben fatta al primo anno di fotografia dell'Accademia non ci sia mai stata. peccato per l'interminabile e implacabile pioggia, ma ciò che dovevamo e potevamo fare lo abbiamo sicuramente fatto al meglio.
a presto. la vostra vale fotografa

mercoledì 2 aprile 2008

la mostra di coccinella

questa mostra è la dimostrazione di quanto la fotografia possa avere un'espressività ed un'espressione altamente soggettivi.
l'idea è balenata nel mio cervello con una foto ed un pensiero forte. il pensiero del colore rosso unito alla passione. la passione se non è reale libertà di essere non può essere vissuta fino a fondo. la passione non si può creare, cercare, imparare...
la passione o c'è o non c'è punto.
la passione ha diverse espressioni.
la passione è la fotografia, oppure un'idea, una persona. un bacio. un modo di vivere.
chi possiede la capacità di esprimersi lo può vedere e sentire. però a volte l'essere umano non riesce oppure non può vedere oltre. un limite? sì forse. ma non sempre se quando non vedi è a causa di un ostacolo...una gabbia.
e allora la propria libertà va cercata. conquistata. dentro di noi prima di tutto. e poi fuori da noi.
o viceversa.
la mia libertà nasce nel mio pensiero, passa attraverso il mio respiro e tocca il mio vivere quotidiano. senza sono morta. dentro.

la mia coccinella è la mia musa. vive nei repiri che respiro, negli attimi di gioia, nei passi che precedo, nei distacchi che accompagno, nel più intenso istante che chiamano vita.
la percezione.
ti dona la capacità di sentire tutto in modo più forte, più intenso. e in quei sensi mi perdo.
la mia coccinella vuole essere libera. determinata.
libera.
e forte. seppur la sua fragilità sia per me come un ruscello in pieno sole. e mi piace bagnarmi il viso con la sua fresca acqua. mi dona forza.
la sua libertà. è lo stimolo alla vita. ricerca.
la mia coccinella ama amare.
la mia coccinella sei tu.
la mia coccinella sono anch'io.
ieri oggi domani.

giovedì 27 marzo 2008

NUDO di ROSSO VESTITO-COCCINELLA

“Raccontami una storia” disse la giovane farfalla all’anziano asino…
“Non conosco storie mia cara amica, se non una soltanto…”
“Racconta, ti prego…”
“C’era una volta tanto tempo fa, in un luogo lontano da noi, una dolce coccinella. Ella aveva perduto a causa dell’incantesimo di una malvagia e invidiosa strega le proprie macchiette nere ed era stata quindi rinchiusa in una gabbia per l’eternità.
Ogni giorno, per tutto il giorno, la coccinella piangeva nella gabbia tanto che le lacrime le riempivano gli occhi…e non riusciva dunque a vedere nient’altro che la propria infelice condizione, imprigionata e privata della propria identità.
Ma un bel giorno, mentre piangeva, la coccinella udì una soave voce all’interno della propria prigione che le chiese ‘Cara perché tanto dolore? Perché tante lacrime?’
La coccinella aprì gli occhi e vide l’usignolo dinnanzi a lei e rispose ancora singhiozzando ‘Sono prigioniera non vedi? Ed inoltre mi hanno privato delle mie macchiette nere, della mia identità. Sono condannata a restare in questa gabbia per l’eternità, sola e senza mai scoprire chi realmente sono o potrei essere stata…non so far altro che piangere mio caro amico…’ L’usignolo così rispose: ‘Mia cara coccinella voglio svelarti un segreto. Tu non vedi poiché non vuoi vedere. Come ho fatto io ad entrare nella tua gabbia? Così come io sono entrato tu puoi uscire da qui. Non permettere che gli altri vedano o decidano al posto tuo privandoti della tua libertà e del tuo essere. Ora dunque asciuga i tuoi occhi stanchi e vola via! Fuori da questa gabbia, oltre le sbarre. Non indugiare! Poiché al di là del giudizio ci sei tu e soltanto tu. Vivi! Fuori da qui!’
E così la coccinella si asciugò gli occhi e spiegando le sue piccole ali intorpidite volò via, nel mondo, nel futuro a cercar se stessa e le sue macchiette nere.”
“Oh…che bella storia amico asino…ma cosa significa?”
“Mia cara non vuol dire niente…oppure vuol dire tutto. Significa che io sono testardo e vecchio mia bella farfalla e tu non dovresti perdere tempo con le mie storie poiché oggi vivi e domani muori e questo giorno lo devi vivere completamente! Vola come la coccinella dunque e vivi tutto intensamente all’ultimo respiro nella dignità del tuo essere!
Poiché i pazzi siamo noi quando anche il nostro migliore amico ci ha tradito”
Sia la coccinella che la farfalla vissero tutto il tempo che restava loro con il cuore, felici e orgogliose.
La gabbia rimase vuota.
Per l’eternità.

Valentina Cusano

venerdì 14 marzo 2008

caro prof...

credo fermamente che se la scuola italiana assumesse soltanto insegnanti davvero appassionati al proprio mestiere e soprattutto capaci di andare incontro alle esigenze dei ragazzi che hanno dinnanzi, forse si tornerebbead andare a scuola tutti quanti con una maggiore voglia di imparare. invece no. abbiamo nelle nostre scuole, per i nostri figli, insegnanti del 15-18, demotivati e annoiati. i salari sono quel che sono ma ci stanno anche le lementele al riguardo...senza riflettere sul fatto che l'80% dei giovani oggi lavora con un contratto a tempo determinato oppure coco oppure non riesce a trovare lavoro. ci si massacra la schiena per 700 euro al mese quando il mantenimento materiale mensile di un essere umano italiano ne pretende ALMENO IL DOPPIO. e quei pochi insegnanti giovani a cui viene data una grande possibilità che fanno? la buttano nel cesso. che vergogna! ma da loro io non posso che imparare. imparare a non essere come questi inutili docenti capaci solo di scaldare il posto in cattedra.
mi limito ad insegnare le cose che so e che amo. e cerco in ogni lezione, seminario o workshop che sia di farvi appassionare all'argomento, di farvi capire davvero e di mostrarvi la bellezza delle cose sfuggente e sbarazzina. e soprattutto cerco la comunicazione con voi. il mio linguaggio è sempre molto semplice allo scopo di non creare inutili barriere e incomprensioni tra me e voi.
come voi, a mio tempo sono stata un'allieva anch'io e a volte ancora mi capita di esserlo. e tra i miei prof ne ricordo alcuni con grande affetto e stima. il primo fra tutti il prof di arte del liceo: a sua volta pittore riuscì a portarmi dalla media del 3 a quella dell'8! mi mostrò la reale espressività dell'arte e il suo significato più recondito. tanto che poi infatti ho studiato arte all'università. un grande uomo ragazzi! davvero grande. a 17 anni avevo capito grazie a lui i concetti filosofici che nascondono le opere di marcel duchamp. che meraviglia.
un altro insegnante importante è stato quello di filo. quanto amavo la filosofia! e quanto era bravo lui a farmela capire! con le parole più semplici del vocabolario. grazie filippo.
la letteratura poi è sempre stata uno dei miei più grandi amori...da dante a baricco da catullo a baudelaire e rimbaud fino a ungaretti...senza fiato. solo il seicento italiano mi fiacca piuttosto bene...e dei contemporanei non considero letteratura la spazzatura targata stile briget jones. e anche per la letteratura sono stata fortunata perchè le mie insegnanti erano davvero brave. poi matematica, scienze, geografia chimica e simili sono una grande capra! perchè? la risposta la lascio a voi.
la fotografia è un'insegnamento a parte. un diamante nei rottami per me. tanti professionisti mi hanno insegnato e trasmesso grandi verità che ora io riporto a voi. e la più grande verità è che insegnare fotografia senza essere fotografi e come fare il bucato con il fango. nelle nostre illustri università si parla tanto di realismo fotografico, mezzo oggettivo e via dicendo senza capirci in realtà proprio niente. carissimi e illustri accademici prima di sparare a zero sulla fotografia provate a prendere in mano una reflex e a scattare davvero una foto! forse è la volta buona che capite davvero cosa significa fotografare. e potreste anche riuscire ad insegnare qualcosa di utile ai vostri allievi che spendono migliaia di euro ogni anno in tasse, vitto e alloggio per imparare aria inutile! il niente. ma non importa perchè tanto qui da noi l'importante è scaldare la sedia della cattedra. e io vi compatisco per i libri pieni di parole senza riscontro pratico che le grandi case editrici vi lasciano pubblicare. a volte mi sembra di trovare più fedele senso umano e critico in una pagina di fabio volo che in un saggio riccamente ricamato sulle idee della fotografia. ma il problema è che siete anche piuttosto ottusi poichè appena qualcuno vi sbatte la verità in faccia girate i tacchi e lo aggiungete nella lista neri dei professionisti, quelli che sanno ma che "non debbono parlare" perchè altrimenti finiscono per sputtanarvi la carriera. direi che non potete che farmi pena.
un grande uomo che conoscevo, docente del dams di bologna, non è mai rientrato in questa vile categoria di professori ruba soldi e imbonitori.
caro prof, a te dedico questi miei pensieri, e forse un giorno ti dedicherò il mio prossimo libro.
ti ricordi che buone le nostre tagliatelle con stefano e le risate? ti mando un bacio lassù. e ti immagino con il tuo cappello e il tuo sigaro mentre sorridi di noi. ciao sandro. ciao grande uomo.

giovedì 13 marzo 2008

qualcuno mi ha appena scritto...

"mi colpiscono la passione, la poesia, i colori, i non colori...potresti fare 1000 foto ad uno stesso soggetto e ogni foto renderla particolare ed interessante, mai uguale all'altra perchè il tempo passa, la luce cambia e ogni essere vivente è importante e particolare in ogni istante..."

cara marzia... cari tutti...tutti tutti.

vorrei fosse sempre semplice e vorrei tenervi sempre con me. tutti!
ma non posso e presto anche voi lo capirete. come una madre con i suoi figli sarò "costretta" a lasciarvi andare verso le vostre vite, verso voi stessi. e vi auguro di essere felici in ciò che fate. questo soltanto mi importa. ma qui probabilmente ci sarà sempre una pagina di diario bianca in attesa delle vostre parole, delle vostre emozioni e dei vostri percorsi fatti o attesi.
vorrei avere anche più tempo da dedicarvi ma il lavoro non me lo permette e tutto quello che ho ve lo dedico sempre con energia e interesse. e spesso anche trascurando la mia vita privata...ahimè!
ma se mi guardo indietro non ho rimorsi e custodisco amore intenso dove so meglio tenerlo.
a piccoli passi vi osservo mentre procedete. mentre scattate, mentre mi acoltate, mentre vi mostro una foto, mentre bestemmiamo in camera oscura e mentre la magia si avvera tra le nostre mani. credo che sviluppare per la prima volta una propria pellicola e poi tenerla tra le mani in controluce per vedere se qualcosa c'è, sia come il colpo di fulmine quando ti svegli una mattina metti giù i piedi dal letto ti fermi un attimo e ti rendi conto di essere innamorato. di un altro essere umano. della vita. del tuo lavoro.
vorrei che fosse più semplice essere fotografi oggi, ma non lo è. ed è giusto che sia anche così.
le sfide a noi piacciono.
poco alla volta. a piccoli passi. dove eravate 8 mesi fa?
e dove sarete tra 1 anno?
le sfide a noi piacciono.

mercoledì 5 marzo 2008

da me a te.

io credo che la dignità faccia tanta differenza nel mondo dell'arte. prima di tutto per se stessi e poi verso gli altri. non sono nata altruista ma provo ad esserlo. anche quando sono proprio "i grandi amici" ad affondare gli artigli nel tuo cuore. anche quando dai tutto il tuo sapere, la tua passione, la tua fiducia e l'altro ti ringrazia con suprema ignoranza e marcata cattiveria. spesso la cattiveria segna le scelte di colui che "ignora". ognuno viva nel suo brodo! ma faccio in modo che il mio sia buono. per me. con il tempo ho imparato a gestire la mia vita in maniera più scaltra. e questo l'ho imparato dalla professione e dalla vita privata. e se ho preso grandi calci nel culo, soprattutto da chi non me li aspettavo, adesso scelgo differentemente. qualcuno lo restituisco anche. magari più forte e altri invece li tengo nel cassetto. a portata di mano.
e a te che mi scrivi, a te che mi leggi soltanto, a te che mi ascolti durante una lezione, a te che incontro nelle mie fotografie, a te che scelgo per le mie fotografie, a te che vedo e a te che guardo, a te che mi ami e a te che amo...io vivo la fotografia poichè essa mi fa vivere.
e se te che ora mi stai leggendo, anche solo una volta hai provato piacere mentre scattavi una fotografia e hai sentito quell'intenso e fuggente brivido nella schiena...confesso soltanto che mi fai felice.
qui sta il motivo per cui trasmetto la mia vita a chi mi segue e mi sta accanto. perchè forse le cose che ho imparato prima di te potranno esserti utili.

perchè forse le emozioni che ho provato io le puoi provare anche tu.

lunedì 25 febbraio 2008

professione fotografo?

è passato un poco di tempo dall'ultimo post che ho scritto...avevo 31 anni e oggi invece riprendo a scrivere che ne ho 32. non è cambiato niente. solo che qualcuno mi ha scritto, passion, e mi ha lasciato senza parole. ti ringrazio tantissimo. so chi sei e rispetto la tua privacy. ma sappi che spesso ti ritroverai nelle parole che scrivo in questa sorta di diario. a volte professionale, a volte creativo, e spesso personale.
non è per niente facile oggi essere un fotografo di mestiere. sembra una professione tanto affascinante, ma è anche tanto complessa e difficile. pro e contro. compromessi e soddisfazioni. difficoltà e gioie. direi anche creatività e art director, photo editor, direttori artistici, agenti e crisi generale.non dimentichiamo l'ignoranza e l'arroganza. spesso facciata A di un collega invidioso che nella facciata B mostra spietata concorrenza disonesta. purtroppo è un po' così in tutti i campi in realtà, e questo è uno dei motivi per i quali il mondo della fotografia a volte appare per quel che è: niente di speciale. questo per dire che la fotografia in sè non ha nessun tipo di valore se dietro di essa non viè un soggetto pensante. un cuore che batte davvero. un occhio vivace e curioso.
un bacio ai miei colleghi, anche a quelli che non lo meritano. vi perdono. non è colpa vostra.
e infine, a passion dico una piccola cosa...le coccinelle possono volare.
buonanotte...

martedì 5 febbraio 2008

ve lo avevo promesso...

"T'amo senza sapere come, nè quando, nè da dove,
t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti."
Pablo Neruda

sabato 2 febbraio 2008

www.flickr.com/photos/valentinacusano

e siccome alcuni non riescono a visitare le mie gallerie fotografiche su picasa, ho creato un altro luogo dove potete andare, su flickr. poco alla volta troverete nuovi aggiornamenti. lo scopo è anche quello di guidarvi passo dopo passo, piano piano, ad organizzarvi un efficace portfolio da presentare ai possibili clienti. anche questo fa parte del mio mestiere in veste di consulente professionale. non sempre sarà possibile esaurire dettagliatamente gli argomenti trattati, ma ritengo il metodo del blog una buona traccia almeno per partire. poi a voi le domande o per approfondimenti professionali diretti contattatemi per una consulenza. vediamo di risolvere i problemi.
organizzando il nostro portfolio dobbiamo considerare che gli errori li paghiamo in termini di lavori e committenze perdute. la buona costruzione di un portfolio è tale sia a livello professionale, commerciale, che artistico. sia per chi voglia diventare un fotografo professionista e sia per chi voglia intraprendere la strada del fotografo artista questo lo deve tenere sempre presente. un buon portfolio ci aiuta a vendere il nostro lavoro, sia esso commerciale o artistico, sia il nostro interlocutore un photo editor, un art director oppure un gallerista. puntate ad un portfolio di alto livello, in tal modo potrete partire già con una commissione di alto valore. attenzione il valore alto delle vostre immagini e quindi del vostro lavoro deve combaciare con il valore alto del vostro nome. il porfolio deve aiutarvi a costruire la vostra reputazione perchè la fama si basa essenzialmente su un meccanismo a catena. quindi un buon portfolio è il primo passo ed è il principale strumento di vendita del vostro mestiere. un cliente acquisito è un possibile portatore di altri clienti.
chiaramente per cominciare a costruire un portfolio è necessario avere una buona quantità di immagini da cui partire.

ho imparato a vedere


"la questione non era semplicemente diventare più belli, ma imparare a guardare. se si porta una persona che non conosce l'arte davanti ad un quadro di Picasso, probabilmente vede solo mostri, proporzioni sbagliate, scarabocchi. come il disegno di un bambino con poco talento. apprezzerebbe sicuramente un quadro di Botticelli. però chiunque conosca l'arte ed è capace di guardarla sa che Picasso è considerato uno dei più grandi geni del Novecento. bisogna imparare a vedere le cose."

citazione tratta dal libro "Un posto nel mondo", Mondadori, autore Fabio Volo

domenica 27 gennaio 2008

www.picasaweb.google.it/valentinacusano


ciao ragazzi! vedo che il formato panoramico ha riscosso discreto successo!....bene.

lo considero un formato "speciale". in realtà non c'è propriamente da "imparare" a fare le foto in tale formato. bisogna imparare a fare foto e basta. al di là del formato infatti, il primo passo del fotografo è quello di avere mentre si scatta già la foto definitiva stampata nella propria mente. in sostanza vederla prima ancora di scattarla. così quando la si scatta non si fa altro che dare vita ad una proiezione mentale che giace latente nel nostro cervello, dare vita ad una nostra idea. per questo è importante la progettualità. progettare una sequenza fotografica oppure una singola foto richiede quello sforzo mentale e culturale che ci distingue dagli altri fotografi. noi e soltanto noi possiamo essere gli autori del nostro progetto. spesso vedo colleghi chiamare modelle senza alcuno scopo se non quello di fare foto ad un viso e ad un corpo carino. io non lavoro così. sia che il progetto sia commissionato, sia che esso sia un progetto mio personale, comunque cerco di seguire un'idea. di creare un progetto. seguire una logica. che può essere quella di riportare nei miei scatti una certa armonia oppure l'espressività del soggetto. diventa dunque fondamentale, sia quando ci approcciamo ad un soggetto umano che ad un dato ambiente o luogo, partire nel modo giusto: interagire. prima di ogni scatto sarebbe bene conoscere il nostro soggetto. scambiare due parole con il nostro modello oppure documentarsi sul luogo scelto diventa fondamentale allo scopo di rendere i nostri scatti significativi. scattare "tanto per" non porta da nessuna parte. soltanto a riempire la memoria del nostro computer di "belle e orrende fotografie".piuttosto è meglio non scattare. quindi prima di avventurarsi in una estenuante sessione di lavoro (per voi e per il vostro modello) aspettate la chiamata dello stimolo e quando sentite realmente bussare alla vostra porta un'idea sensata allora impugnate la vostra macchina fotografica. e vedrete che di quel lavoro sarete soddisfatti. tutto questo però quando sarete già padroni della tecnica. se ancora non lo siete invece vi consiglio di scattare scattare scattare scattare e scattare ancora. fino alla noia. perchè soltanto così si impara davvero. uscite starsera? bene. portatevi dietro la macchina fotografica e guardatevi bene attorno. forse qualcosa vi colpirà e vi darà l'occasione per provare e per portare a casa una buona fotografia.

ricordate una cosa: la genialità è un dono naturale, ma lo studio e la sperimentazione arricchiscono di potenziale talento.

p.s. se poi uno è proprio negato pazienza...potrete sempre aprire un piccolo negozio di fotografia e fingervi fotografi. ma questa non credo sia il caso di chi legge queste parole. solitamente i mediocri amano restare nella loro mediocrità. voi no.

p.p.s. nel titolo trovate un indirizzo per visionare alcune fotografie che ho scattato nel corso degli anni. buona visione.

giovedì 24 gennaio 2008

una sera a venezia...


le luci della sera sono estremamente suggestive. in fotografia ci permettono di creare anche immagini che non esistono nella realtà. questa foto l'ho scattata quasi all'inizio della mia carriera fotografica. l'amo per diversi motivi. uno di questi motivi è il suo formato: panoramico.
la forma perfetta del paesaggio, che sia esso diurno o notturno, naturale o urbano. in questo formato mi sento a mio agio.
ogni formato si addice al contenuto che porta con se.
ogni formato ha la sua ragione d'esseere.
buonanotte a tutti.
o magari buona passeggiata...

mercoledì 23 gennaio 2008

quando ho iniziato io...

stasera ragazzi, pensavo a quando ho cominciato io. tanti anni fa. ormai più di 12.
mi sono ricordata che non si usava ancora il digitale e che tutto ciò che riguardava la fotografia era, per me, avvolto da eterna magia. più scoprivo cose e più scoprivo me stessa. più amavo la fotografia e più amavo me stessa.
e poi ho pensato che io e la fotografia camminiamo assieme mano nella mano da 12 anni.
devo dire che nella mia vita la fotografia è rimasta fino ad ora la presenza più fedele. sarà perchè l'amo ancora così ingenuamente e con immensa passione da non stancarmi mai di lei? o forse perchè anche lei a modo suo ama me?
e poi ho pensato a voi. a voi che cominciate ora. qualcuno si ritrova a maneggiare ancora pellicole, a tentare di beccare l'esposizione corretta, a cercare il più possibile di non sbagliare lo scatto. e qualcun altro invece inizia con una delle più sofisticate e moderne digitali alla ricerca forsennata di un'inquadratura o di un taglio da capogiro. wow! io vi rispetto tutti e a tutti insegno la stessa cosa. la magia. e la professione. dove non arrivano, spesso, le mie parole, arriva il mio sguardo vestito ancora di eterna magia, di profonda passione, di sincero amore.
ma ciò che più è rimasto nei miei occhi, in tanti anni di fotografie fatte e viste, è la curiosità.
la curiosità degli occhi di un bambino che per la prima volta scopre il mondo.
quella curiosità mi stava negli occhi 12 anni fa.
quella curiosità mi sta negli occhi ancora oggi.
dove non possono arrivare le mie parole, arriva il mio sguardo.
e allora la mia macchina fotografica non è più soltanto un mezzo, ma diventa il prolungamento del mio occhio, del mio cuore e della mia mente.
dove non arrivano le mie parole arriva il mio sguardo. commosso e curioso.

mercoledì 16 gennaio 2008

la bellezza delle cose ama nascondersi...

ci sono motivi per i quali il mestiere del fotografo risulta essere pesante, difficile, duro, estenuante. e ci sono però anche motivi per i quali questo mestiere continua ad essere il mestiere più bello e intenso tra tutti i mestieri del mondo. uno di questi motivi è il confronto con i colleghi, quelli sinceri, quelli leali e onesti, quelli che condividono i miei pensieri, le mie aspirazioni, i miei sogni, le mie esperienze. quelli che sono anche amici. quelli che prima di criticare una mia foto, sanno osservare il come ed il perchè scatto tale foto. quelli che non si fermano sul limite del confine tra mestiere e ricerca. quelli che studiano la fotografia per approfondire la loro coscienza e la loro conoscenza. quelli che hanno una cultura che si rende visibile negli scatti che fanno. quelli che conoscono giorgio lotti, il maestro di noi umili fotoreporter, ma che conoscono anche roger fenton, oppure bob capa, o semplicemente il più sconosciuto brady. la differenza, cari compagni di viaggio, tra un fotografo e l'altro non è soltanto la bravura, e nemmeno il nome più o meno conosciuto, bensì il limite mentale che un fotografo si porta dentro. questo limite "costringe" alcuni a concentrare la propria attività soltanto ad un settore specifico e a fare le stesse identiche cose per anni sempre allo stesso modo. sempre con lo stesso punto di vista. il punto di vista espresso in un reportage non si esaurisce semplicemente attraverso l'inquadratura, dall'alto o dal basso. il punto di vista, il nostro personale, essenzialmente si basa sul battito del nostro cuore e sulle emozioni che questo muscolo riesce ad incanalare. si basa sul fatto che oggi ho guardato la realtà in una maniera e l'anno scorso questa stessa realtà l'ho indagata in maniera diversa. oggi non ho cercato di catturare lo sguardo del mio soggetto dritto in macchina, come lo scorso anno. oggi l'ho cercato senza costringerlo. l'ho lasciato scorrere nell'azione, affinche potesse esprimere il mio desiderio di essere presente, ma di non decidere per la costruzione della sequenza. ieri cercavo la posa che il committente mi richiedeva, oggi preferisco scavalcare la posa e puntare il mio occhio sul dettaglio. oggi ho scavalcato uno dei miei limiti. uno di quei limiti che il mestiere di fotoreporter per un quotidiano di provincia mi aveva imposto da tre anni a questa parte. nel momento esatto in cui ho capito di aver eliminato tale principio dal mio istinto reportagistico ho sentito tornare a bettere il mio cuore con un respiro nuovo ed inedito. quel respiro magico che solo i grandi della fotografia, i grandi fotoreporter della storia, sanno insegnarci e comunicarci. e a tal proposito il mio pensiero vola un attimo al signor lotti: grazie giorgio perchè hai sempre qualcosa da insegnarmi ed è anche per te che cerco di migliorare ogni giorno.
da fotoreporter vado avanti poichè non posso farne a meno. perchè l'istinto mi porta oltre. dove tanti colleghi non pensano nemmeno di provare ad andare. l'esperienza acquisita mi ha dato tanto e se non fosse che per certi versi questi ultimi anni di lavoro mi hanno ferita e delusa in parte, oggi direi di essre soddisfatta. ma non è così. non voglio arrivare a 45 anni con le stesse cose in mano di quando ne avevo 30. voglio di più. per me e per la fotografia. anche per questo motivo amo l'insegnamento. voglio crescere ancora e in maniera diversa. e voglio che quello che vedo e scopro io lo possano scoprire anche i miei allievi. ognuno di loro a modo suo. siete tanti e non posso ringraziarvi tutti ma sappiate che siete importanti nel mio lavoro quotidiano. un giorno uno di voi mi ha detto "mi hai cambiato la vita. dopo le tue lezioni ho cominciato ad osservare la realtà in maniera completamente diversa rispetto a prima. " forse questo ragazzo voleva in qualche modo ringraziarmi...ma in verità sono io che ringrazio lui, poichè le sue parole mi rendono felice. felice di essre riuscita a trasmettergli qualcosa di nuovo. felice di avergli dato un nuovo punto di vista. orgogliosa di aver insegnato qualcosa di buono ad un altro essere umano. siamo liberi di vivere come meglio crediamo: nella menzogna o nella verità. siamo liberi di lasciare che gli altri decidano per noi manipolando la nostra mente. e se scegliamo tale via d'accesso alla vita significa che è questo che meritiamo. mediocrità. ma siamo anche liberi di lasciar vivere i mediocri nella loro ignoranza, mentre noi conserviamo in segreto la verità. e se brandelli di questa verità ogni tanto vengono svelati a piccoli tocchi non possiamo altro che riservarli alle persone che lo meritano.
ci sono esperienze nella vita di un essere umano che segnano indelebilmente, come gli amici che ti tradiscono, o il dottore che ti dice che hai un tumore, o la perdita di un padre, o il sorriso innocente di una piccola peste che ti guarda curiosa con quella luce negli occhi che possiede chi ancora deve scoprire la vita. dolore e gioia fanno differenza in questo mestiere. e se non riesci a vivere tali istanti con il cuore lacerato oppure pieno di gioia allora forse qualcosa non va.
la fotografia non è solo un mezzo o un apparecchio meccanico o digitale.
la fotografia è una scelta.
la fotografia è un modo di vivere.
se scegli di vivere di fotografia devi sincronizzare il battito del tuo cuore su di lei.
altrimenti mediocrità.

martedì 15 gennaio 2008

valentinacusano scrive...

sono arrivata qui.
non so bene cosa aspettarmi ancora poichè è già tanto quello che ho, ma non smetto mai di cercare ed ogni volta che scopro e trovo nella mia professione di fotografa qualcosa di significativo lo "trasmetto". affinchè anche altri lo scoprano e ne possano godere nel migliore dei modi. sul campo, nel mio settore ho incontrato tanta, troppa, invidia e gelosia tanto da far arrossire la stessa parola "fotografia"... e ho trovato anche tanta ignoranza e tanta mancanza di professionalità.
per questo oggi richiamo forte l'attenzione sul mio primo messaggio per quanti capitano su questo blog! attenzione ragazzi. la fotografia, come l'arte, affinchè possano essere seriamente considerate, devono basarsi prima di tutto su un efficace codice etico professionale che distingue il ciarlatano dal professionista. con una macchina fotografica in mano diventate proprietari di un mezzo di potere straordinario. quindi fate in modo che tale mezzo non causi altra violenza e altro dolore. oltre già a tutto quello che viviamo nella nostra quotidianità.
benvenuti a casa mia. e mi auguro che in quanto ospiti siate sempre graditi.
buona serata a tutti.