giovedì 4 ottobre 2012

OLTRE_12 La Fotografia

La rivista IL FOTOGRAFO e fotOfficina presentano un viaggio alla scoperta del mondo della fotografia in una nuova prospettiva, a Biandronno (VA) dal 16 al 25 novembre 2012.


Tre grandi autori, Bruno Taddei, Valentina Cusano e Andrea Carrubba, nella prestigiosa e storica cornice di Villa Borghi, sono gli ingredienti di un evento unico dedicato alla fotografia "OLTRE_12 La Fotografia", che il Comune e la Proloco di Biandronno hanno fortemente voluto per questa seconda edizione arricchito sia nei contenuti che nella forma.

Più di 100 opere visive costituiscono il tessuto variegato di un'espressione fotografica forte, intima, di carattere dove gli autori si contraddistinguono per la loro ricerca con personalità distinte e uniche che spalancano le porte della percezione fotografica ad una maniera nuova di fare/fruire la fotografia, che va "oltre" la definizione canonica di mostra fotografica. Insieme a questi grandi autori noti a livello nazionale, verranno inoltre proposti contributi audio-visivi, libri fotografici che raccontano come quest'arte può assumere a sua volta forme diverse. Fiore all'occhiello all'evento, la lettura di "The Americans" di Sandro Iovine, giornalista, critico e direttore della rivista IL FOTOGRAFO e Portfolio in Villa a cura della stessa redazione.
La manifestazione si apre al pubblico con inaugurazione venerdì 16 novembre alle 19 presso Villa Borghi a Biandronno (VA) e prosegue fino al 25 con diversi appuntamenti.

Mostra fotografica di Bruno Taddei "I graffi dell'anima":
Approdato alla fotografia nel 2004 dopo trascorsi di pittura e scultura i cui echi si ritrovano nelle contaminazioni linguistiche dei sui lavori, ha messo a punto una personale tecnica “di graffio” delle proprie fotografie che, essendo completamente manuale, trasforma ogni lavoro in un pezzo unico. “Con questo nuovo metodo sto cercando attraverso forme espressive quali il graffio, il disegno, l’incisione e lo strappo della carta fotografica, di esplorare, contaminare e oltrepassare il confine dato dalla fotografia tradizionale per intraprendere un percorso introspettivo di trasformazione profonda delle immagini e del significato che da ciò ne deriva. Un approfondimento interiore costituito da solchi che vengono inferti alle immagini e che mi permettono di andare in profondità nella ricerca di me stesso, al riconoscimento e all’accettazione di quello che è stato e di quello che ora… è”.

Mostra fotografica di Valentina Cusano "Karma Birth":
Fino ad oggi in totale ha allestito più di 20 mostre tra collettive e personali. Dadaista per istinto, costantemente interessata alla sperimentazione delle tecniche creative del mezzo fotografico inteso quale mezzo di espressione artistica. La realtà filtra soggettivamente attraverso lo stile della Cusano che partendo da una forma quotidiana arriva poi ad un espressione nuova e inattesa. Qualsiasi contenuto sia. Poiché tutto per lei è fonte di stimolo ed ispirazione.
"KARMA BIRTH è un lavoro audace e coraggioso, intimo e personale nel quale mediante l'autoritratto fotografico e la performance racconto in maniera simbolica la nascita della donna, la mia ri-nascita."

Mostra fotografica di Andrea Carrubba "C'è stato il terremoto":
Fotografo professionista, diplomato presso l'Accademia John Kaverdash di Milano, master globale di fotografia professionale. Fotogiornalista freelance per scelta, sempre in movimento per necessità. Ho collaborato con testate nazionali come Il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, L'Unione sarda. Con quotidiani regionali, siti web e con l'editoria.
"... Nei territori colpiti dal sisma ho visto persone piangere, disperarsi, sentirsi impotenti davanti a questa catastrofe ed avere la pelle d'oca o i lucciconi agli occhi quando mi raccontavano la loro storia... ma non ho mai visto nessuno gettare la spugna. Ho apprezzato il coraggio e la dignità di queste persone come il cuore e la generosità dei volontari che ho conosciuto e con cui ho vissuto per sette settimane. L'unico aspetto positivo di perdere tutto è la possibilità di ricominciare.”

Esposizione dei tre vincitori di Portfolio a Lucinico:
Gabriele Orlini, Giancarlo Rado, Lorenzo Zoppolato

Eventi "collaterali":

17 nov ore 16 presso il Teatro Comunale di Biandronno
"The Americans" di Robert Frank - lecture di SANDRO IOVINE
“The Americans si può considerare ancora oggi uno dei massimi, se non proprio il massimo esempio di sviluppo narrativo della sequenza”.

18 nov ore 10 presso il Teatro Comunale di Biandronno
lettura PORTFOLIO condotto da SANDRO IOVINE e dalla redazione de IL FOTOGRAFO

23 nov ore 21 presso il Teatro Comunale di Biandronno
audio/visiva - serata dedicata agli audiovisivi a cura di fotOfficina

24 nov ore 21 presso il Teatro Comunale di Biandronno
la stampa fotografica - incontro con ROBERTO BERNé stampatore dell’ultima mostra fotografica di Steve McCurry

OLTRE_12 La Fotografia dal 16 al 25 novembre 2012.
Villa Borghi, Biandronno (VA).
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 18 alle 22.
Ingresso libero.

www.oltrelafotografia.it



mercoledì 9 maggio 2012

"Suspects" - nuovo progetto fotografico -





PROTOCOLLO 23021976
COMUNICAZIONE RISERVATA
TOP SECRET MITTENTE: CIA
MESSAGGIO: massima priorità per la sicurezza internazionale
 
I Servizi Segreti Italiani hanno rintracciato e schedato 14 persone, sospette di essere state contagiate da un virus letale conosciuto con il nome di “Fotografia”. Questo virus generato in laboratorio da Valentina Cusano, nome già noto alle autorità competenti per comportamenti illeciti di utilizzo e diffusione del sapere fotografico, è stato iniettato dalla stessa Cusano con l’aiuto di Diego Boldini, probabile finanziatore dell’esperimento stesso, nella mente di 12 cavie. Gli effetti del virus sono estremamente pericolosi, si teme un ulteriore contagio su scala internazionale che possa portare altre persone, possibili cavie, al riconoscimento delle proprie capacità mentali e creative. La CIA ritiene pertanto questi soggetti contagiati altamente pericolose per la società e quindi sospette di comportamento illecito e criminale. Il laboratorio è stato localizzato a Barasso, in provincia di Varese (Italia), dove gli esperimenti hanno luogo diretti e organizzati dalla Signora Cusano e dal Signor Boldini, e dove, durante la missione “Fuori Fuoco” - 3 aprile 2012 - i sospetti sono stati catturati, fotografati, identificati e schedati dalle Autorità Italiane che hanno coordinato l’intera missione e l’arresto. L’operazione ha avuto esito negativo, in quanto i criminali sono riusciti a fuggire. Nel gruppo è stata inoltre identificata la presenza di un soggetto animale: pare infatti che la contaminazione sia stata sperimentata anche su un cane che risponde al nome di “Apple”. Priorità assoluta: ritrovare i sospetti ed eliminarli prima che il contagio si diffonda. Nominativi individui ricercati vedi allegati di identificazione: Valentina Cusano Diego Boldini Raffaella G. Fidanza Samanta Tamborini Alessandra Lamperti Sara Gambelli Gianpaolo Freddi Elena Giudici Gaia Volpato Luana Pintori Marco Nandini Andrea Biganzoli Francesco Cozzolino Paolo Bollini “Apple” (il cane) NOTA n. 1 Consideriamo il soggetto Marco Nandini ancora recuperabile poiché il virus gli è stato iniettato da poco e gli effetti sono meno marcati: esso presenta ancora caratteristiche di tipica dipendenza sociale alla noia, alla superficialità, alla depressione, all’apatia e alla passiva accettazione delle regole che una società giusta e moderna come la nostra considera fondamentali e assolutamente inviolabili. NOTA n. 2 Effetti negativi del virus “Fotografia”: creatività stimolata e indotta utilizzo elevato delle capacità percettive e sensoriali uso consapevole del mezzo fotografico allo scopo di generare immagini di senso e significato progettualità passione soggettività terapia di gruppo e individuale conoscenza tecnica e teorica capacità di giudizio critico Riteniamo infatti tutti questi effetti estremamente pericolosi e dannosi, poiché capaci di ridare ai soggetti contaminati la forza di reagire alle regole e alle istituzioni stesse che gestiscono l’uso, riconosciuto e unicamente accettato, delle immagini. Riteniamo infatti che le immagini non debbano mai raccontare o documentare, che debbano essere prive di significato e confinate in un utilizzo inconsapevole dell’apparecchio fotografico allo scopo di mantenere l’ordine sociale stabilito e la sicurezza internazionale. Il recupero e l’eliminazione di questi criminali è da considerarsi d’ora in poi di priorità assoluta.
Direttore della CIA Michael Moore
 
“SUSPECTS” è il titolo del progetto fotografico realizzato durante il corso di ritratto tenuto dalla fotografa Valentina Cusano presso Fotofficina – Associazione Culturale di Barasso (Varese): i partecipanti hanno preso parte ad un laboratorio pratico in cui hanno “interpretato” la parte dei sospetti e si sono fotografati. Pertanto ogni riferimento a persone, o fatti, o luoghi reali è puramente casuale, poiché questa è un’operazione di fantasia, un atto creativo pensato, organizzato, realizzato e presentato come progetto fotografico di ritratto dell’anno 2012. E’ la nostra maniera di fare e parlare di fotografia adottando il metodo dadaista dell’ironia e della follia per denunciare uno stato delle cose che non ci piace.
3 aprile 2012.
 
Le fotografie sono state realizzate con la collaborazione di tutta la classe guidata e diretta da Valentina Cusano.
Operatori in fotocamera: Valentina Cusano, Andrea Biganzoli, Paolo Bollini.

mercoledì 23 novembre 2011

Dal numero 79 di SGUARDI, una raccolta di "sguardi" sulle persone....


Sul nuovo numero di SGUARDI, rivista on line della Nital e diretta dal fotografo Antonio Politano, sono state pubblicate alcune mie foto tratte dalla serie whatWOMENwant e dalla serie NUDO di ROSSO vestito-COCCINELLA....buona lettura a tutti!

lunedì 17 ottobre 2011

Women's FACT-ory http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=641393


Amici,
è con piacere che vi presento la mia ultima pubblicazione, "Women's FACT-ory", una raccolta di riflessioni sulla fotografia e non solo, scritte da chi la fotografia la pratica per mestiere ogni giorno, con metodo e codice etico, con professionalità, esperienza e passione.
Questo testo è nato per due motivi fondamentali:
perchè accompagna whatWOMENwant e KARMA BITRH, progetti fotografici in mostra in questi giorni - e fino al 17 novembre 2011 - presso la Banca Raiffeisen di Breganzona e Savosa, e spiega come sono nati, come sono stati concepiti e poi realizzati;
per distinguere in maniera compiuta il "fare fotografia" dallo "scattare fotografie",e per definire inoltre cosa rende una fotografia "creativa" o "artistica", in merito al fatto che oggi chiunque produca un'immagine fotografica, ancor peggio chi produce autoritratti, ha poi la presunzione di definirsi "artista" o di definire le proprie fotografie "opere d'arte", fotografie creative.
Essere umani, non vuol dire essere "creativi". E l'autoritratto fotografico, come qualsiasi altro genere fotografico, per poter essere inteso in chiave creativa, deve essere prodotto in una maniera specifica secondo competenze specifiche da parte dell'autore, e che principalmente appartengono al repertorio della tecnica fotografica. Inoltre la cultura che ne sta alla base, ne definisce ulteriormente il campo in cui tali immagini vanno poi inserite e fruite.
Nel mio testo principalmente distinguo due tipologie di autoritratti: quello semplicemente terapeutico, oggi molto conosciuto grazie all'attività e al carisma di Cristina Nunez, e l'autoritratto fotografico praticato su base psicologica in chiave terapeutica con il metodo della performance, e con particolare cura della stessa tecnica fotografica, un insieme di informazioni che non tutti conoscono.
Buona lettura a tutti e aspetto i vostri COSTRUTTIVI commenti.

Valentina Cusano Fotografa

"All'origine della conoscenza, sta l'azione. L'azione è fonte della conoscenza." Prof. Elio Damiano, durante una lezione di Didattica Generale presso Università degli studi di Parma, Corso di Laurea in Scienze e tecniche psicologiche.
Da ciò si deduce che in campo fotografico, solo chi pratica la fotografia "sul campo", per mestiere, possiede quel sapere fondamentale che può permettergli di insegnare appunto la materia fotografica. In caso contrario, si rischia di cadere in un pericoloso "incidente critico".

Vi aspetto il 26 ottobre 2011, ore 17.30 presso la Banca Raiffeisen di Savosa, via San Gottardo 139, per la presentazione di whatWOMENwant, KARMA BIRTH e Women's FACT-ory.

venerdì 29 luglio 2011

L'ICONA FOTOGRAFICA: IL POTERE DELLE IMMAGINI


"Nelle grandi fotografie è sempre espresso un punto di vista" (Adam West, fotografo)

Nella memoria collettiva dell'essere umano, sono impresse immagini, fotografie, che con il tempo hanno assunto, in maniera variabile per ognuno di noi, un ruolo attivo, come per esempio le fotografie che ci hanno colpito, fatto riflettere, quelle che hanno cambiato il nostro punto di vista su un argomento specifico, immagini che ci hanno anche fatto piangere in taluni casi. Chi non ricorda Albert Einstein che mostra la lingua? Oppure il famoso gruppo di soldati americani che issa la bandiera a Iwo Jima? E ancora Marilyn Monroe ferma sulla grata della metropolitana di New York, mentre il vestito bianco si solleva ondeggiando nell'aria? Il bacio di Doisneau, il Miliziano ferito di Bob Capa, gli occhi della ragazza afgana fotografata da Steve McCurry. Gli esempi di fotografie che sono diventate indelebili sono numerosi. Non serve nemmeno più guardarle, perchè sono talmente radicate nella nostra memoria, che si sono prese il loro posto e le ricordiamo benissimo senza andarle a ri-vedere. Queste immagini significano per noi che le fruiamo, quanto per chi le ha prodotte. Ma cosa le rende così potenti, forti, appunto indimenticabili? Il fatto che siano diventate icone.
Per tradizione religiosa, l'icona è la rappresentazione di Dio e della fede attraverso l'utilizzo di figure come la Madonna con il Bambino, il Cristo Redentore, il Cristo in croce, la sua corona di spine e altri particolari. Ovviamente lo stesso discorso vale per le icone che rappresentano tutte le religioni possibili del mondo. Ma nell'universo dei media e della fotografia, l'icona è un simbolo. Una fotografia assume il ruolo di icona quando, tramite un meccanismo di riconoscimento di un forte valore - storico, culturale, estetico, religioso - le viene dato di diventare simbolo, conduttore di significato, e sostituirsi nella memoria collettiva, al ricordo della persona stessa raffigurata o all'evento storico raccontato. Mi viene in mente per esempio la fotografia della bambina in fuga da un bombardamento al naplam in Vietnam scattata nel 1972 da Nick Ut, oggi icona e quindi simbolo dell'orrore della guerra, del dolore e della richiesta di aiuto da parte di una bambina di 9 anni, nuda, spaventata, impotente, vittima di una guerra che non aveva di certo chiesto. La sofferenza atroce che sta nel suo volto è la stessa che possiamo ritrovare nell'Urlo di Munch, altra immagine ormai divenuta memoria collettiva intoccabile. Resta il fatto che immagini come queste sono state scattate con un forte punto di vista da parte dell'autore e per questo sono poi state utilizzate dai giornali, dalla televisione, e non solo, per rappresentare un significato simbolico. Altre immagini, più "leggere", forse affascinanti, sono state sempre utilizzate dai media, ma anche richiamate e in qualche modo citate nel cinema, nell'arte, nella letteratura, nel design, nella moda e nella pubblicità, tanto di diventare grazie a questo meccanismo "immagini simboliche immediatamente riconoscibili".
Il 4 marzo del 1960,un mercantile francese esplode nel porto di L'Avana, provocando la morte di 81 persone e 200 feriti. Il giorno dopo, Fidel Castro organizza una cerimonia di commemorazione per le vittime dell'attentato, che si sospettava essere stato voluto dagli Stati Uniti in quanto contrari alla politica di Castro. Prende parte a tale cerimonia anche il Ministro dell'Industria Che Guevara e in tale occasione Alberto Korda, fotografo ufficale di Castro, scatta la fotografia più famosa del mondo: il ritratto del Guerrillero Heroico, l'immagine che nella memoria collettiva rappresenta Che Guevara, come lo ricordiamo, e il suo valore storico e politico.
La fotografia, confessa l'autore, fu scattata da sotto una collinetta con una Leica M2, obiettivo 90 mm, pellicola Kodak Plus-X. Il Che alza per un attimo gli occhi per guardare lontano, verso sinistra, con uno sguardo intenso e pensieroso, mentre con le mani si sistema la giacca. Korda scatta in totale due fotografie, una in orizzontale con il soggetto ripreso in mezzo busto tra un'altra persona e una palma, e una in verticale, meno conosciuta. Una volta tornato a casa, il fotografo sceglie lo scatto in orizzonatale e in fase di stampa, con il cropping, tira fuori il primo piano più celebre di Che Guevara. La foto resta quasi sconosciuta fino al 1967, quando l'editore milanese Feltrinelli, si reca a Cuba dove incontra Alberto Korda, che gli regala due copie del Guerrillero Heroico, senza volere niente in cambio. Una volta tornato a Milano, l'editore usa proprio quella foto per la copertina del Diario in Bolivia di Ernesto Ghuevara. Fa inoltre stampare centinaia di migliaia di poster con la stessa immagine per tappezzare Milano e da allora questa fotografia non ha mai più smesso di girare e di essere utilizzata in ogni maniera possibile, su bandiere, magliette, tazze e non solo. Proprio nel 1967, Che Guevara viene catturato e ucciso in Bolivia, in suo onore la città di L'Avana espone sulle mura dei palazzi del Governo, la fotografia di Korda in grande formato: le stampe arrivavano a coprire l'intera facciata di palazzi alti dieci piani. La fotografia di Alberto Korda, fotografo cubano e vero nome Alberto Diaz, fu definita "l'incarnazione di un'utopia", e divenne, come oggi ancora è, l'icona di Che Guevara, il simbolo del martirio, della rivoluzione, del desiderio di libertà e uguaglianza.

"Le fotografie possono essere ricordate più facilmente delle immagini in movimento,perchè sono una precisa fetta di tempo anzichè un flusso. Ogni fotografia è invece un momento privilegiato,trasformato in un piccolo oggetto che possiamo conservare e rivedere." (Susan Sontag)

martedì 11 maggio 2010

Laura Bono: vi presento La mia discreta compagnia


Laura Bono torna a far parlare di sè. Inevitabile quando c'è talento, passione e capacità.
Dopo la vittoria di Sanremo Giovani nel 2005 con il brano Non credo nei miracoli contenuto nel suo primo album Laura Bono, la cantautrice torna con un nuovo lavoro La mia discreta compagnia, anticipato dal brano Tra noi e l'immensità colonna sonora dello spot di una nota compagnia telefonica, e un tour tutto italiano. "L'album raccoglie dieci canzoni - racconta l'artista pochi giorni prima dell'uscita ufficiale prevista per il 18 maggio - che io amo definire cortometraggi, brevi film scritti tutti negli ultimi due anni assieme a Mario Natale, tranne Cinture di pelle che invece ho scritto quando avevo diciannove anni e che ho deciso di pubblicare solo ora." E proprio per il suo impegno sociale espresso attraverso un testo forte e crudo come è Cinture di pelle, Laura Bono riceverà a breve un importante premio da parte di Amnesty International. "Ne sono felice e onorata - ha commentato la stessa Bono - ma ancora di più sono contenta che il messaggio della canzone sia arrivato. E' un brano che ho scritto dopo aver visto l'ennesimo telegiornale, dopo aver sentito l'ennesimo abuso su un bambino. Purtroppo non tutti sono fortunati come me che ho una famiglia meravigliosa, e quindi sensibilizzare su queste tematiche diventa un impegno dovuto da parte di un artista. I bambini non si toccano, questo è il mio messaggio, tra l'altro inserito in codice Morse all'inizio della canzone."

Foto e intervista di Valentina Cusano

mercoledì 28 aprile 2010

AUTORITRATTO – SINTESI TRA AUTORE, SOGGETTO E SPETTATORE


Rientro dopo un lungo, lunghissimo viaggio...che mi ha portato qui con nuove esperienze, positive e negative, intense o meno.
Il mio lavoro, in questo ultimo periodo, mi ha occupata molto e mi ha costretta anche a restare un poco lontana dai miei cari, dai miei amici, dai miei affetti. Ho conosciuto molte persone, ma poche hanno lasciato il segno. Amo la solitudine, il rumore del silenzio, la così rara tranquillità di una vita normale...più di una volta ho pensato "Mi piacerebbe tanto potermi annoiare ogni tanto". Ma questo a me non succede mai. Dicono sia fortunata. Ci posso anche credere.
I miei allievi all'improvviso sono raddoppiati e ad oggi, che scrivo, insegno a Milano, Varese, Mendrisio e Lugano. Fondamentalmente amo insegnare, mi piace molto: credo che trasmettere ad altri le proprie esperienze, la propria passione per la fotografia, sia un vero atto di coraggio. Mi lascio trasportare dai miei ragazzi perchè voglio dare loro consigli personalizzati, costruttivi. Forse quello che dico, all'inizio del percorso che hanno scelto di intraprendere, può sembrare anche superfluo, o complicato, ma capiranno tra un po' di tempo, quando entreranno davvero dentro la professione del fotografo e cominceranno a fare esperienza. Allora alcuni dei miei consigli torneranno utili. Non si smette mai di imparare, davvero. Anche io cresco poco alla volta, accumulando sempre più esperienza. Capisco sempre di più il mio gusto e lo sperimento, quando posso.
Prima dell'estate, ho pensato di lasciare un pensiero espresso intorno al tema dell' Autoritratto fotografico, tratto proprio da una lezione fatta in Accademia poco tempo fa.
Buona lettura a tutti.

mercoledì 30 dicembre 2009

venerdì 19 giugno 2009

Workshop pratico di Fotogiornalismo


Tra breve, sabato 27 giugno, avrà luogo l'evento estivo più atteso dell'anno, il più pittoresco e colorato, il Gay Pride 2009 a Genova. In occasione di tale evento avrà luogo un breve workshop pratico di approfondimento per chiunque volesse partecipare e fotografare la manifestazione con me, accanto a me e con stile prettamente fotogiornalistico.
Durante il workshop vedremo, non solo un evento molto vivo, ma soprattutto cos'è il linguaggio fotogiornalistico, quali sono i suoi fondamenti principali, come si costruisce una storia e come la si racconta per immagini, con l'obbiettivo di portare a casa un lavoro professionale e ben strutturato tanto che ogni partecipante possa poi piazzarlo a giornali e canali web.

il seminario è strutturato in 2 parti:

1 parte teorica della durata di mezza giornata ed una parte pratica: sabato 27 giugno passeremo la giornata a Genova per fotografare la manifestazione che partirà dal porto antico alle 14. ritrovo previsto sul posto max alle 13.

chi fosse interessato può richiedere maggiori info scrivendo a valentinacusano@libero.it
le iscrizioni DEVONO ASSOLUTAMENTE PERVENIRE ENTRO E NON OLTRE MERCOLEDI 24 GIUGNO 2009
è richiesta la massima serietà.

mercoledì 10 giugno 2009

Nikon D3: perfezione raggiunta.


In questi ultimi mesi è notevole argomento di discussione tra colleghi professionisti, perchè Nikon abbia lanciato sul mercato la D3x dopo un prodotto elevato come la D3. quest'ultima già riassume in sè tutte le caratteristiche del bomber di punta che ogni allenatore vorebbe avere nella propria squadra. E ci siamo resi conto che nel momento in cui la D3 è entrata in campo, noi professionisti non avevamo nient'altro da chiedere. Un gioiello perfetto. Un giocatore affidabile, robusto, compatto, dinamico e versatile. molti hanno detto che fosse stata progettata e creata per i matrimonialisti, ma a mio parere questo discorso è alquanto riduttivo. per me che essenzialmente faccio reportage e fotografia di concerti e spettacolo, la D3 ha rappresentato un dono dal cielo. grazie al suo processore questo campione mi garantisce sempre ottimi risultati sia nella resa dei colori che dei dettagli. Ho un controllo maggiore sulla latitudine di posa. Il rumore è finalmente e realmente diventato un ricordo lontano (tanto che la 5D della Canon - avendone comparati i risultati - sembra invece tenerlo ancora in considerazione) ed il full-frame è una garanzia in più. Il doppio alloggio della scheda di memoria mi permette di lavorare con maggiore tranquillità e affidabilità, soprattutto quando scatto in formato Raw. il design, il peso, il costo, la mancanza del flash integrato sottolineano ulteriormente l'elevata categoria professionale a cui è rivolta questa creazione. cosa manca dunque alla D3 che invece ha la D3x? la velocità di ripresa della D3 sembra essere anche superiore alla D3x...ma quest'ultima ha superato i 20MP di risoluzione, con un sensore fabbricato dalla Sony, è vero, ma su un design specifico e unico per la D3x. unicità di una prova ben riuscita da parte di Nikon che vuole garantire ancora di più al professionista affidabilità nel risultato finale, soprattutto per chi lavora molto in studio e ha poca confidenza con il medio formato. capisco le perplessità di chi è abitutao a correre all'acquisto dell'ultima ammiraglia ogni volta che la casa di produzione lancia il nuovo prodotto di punta sul mercato, ma non capisco chi corre senza verificarne prima le caratteristiche effettive per poi lamentarsi di non aver notato alcuna differenza. inequivocabile e indiscutibile che entrambe siano oggetti rari, ma è sempre bene valutare la tipologia del nostro lavoro e puntare al prodotto più specifico. provare prima di acquistare può renderci la scelta più azzecata e finalizzata. per questo ho scelto di provare la D3x e poi vi dirò cosa è realmente successo. per ora il parametro più vicino sarà la perfezione della D3. oltre non sono ancora andata, ma non chiudo a priori la porta perchè forse Nikon ha ancora sorprese meravigliose nel suo cappello magico da tirare fuori! basta attendere un attimo. inoltre tengo in considerazione un fattore determinante, ossia che molti colleghi canonisti dopo l'arrivo della D3 sono passati a Nikon ed ora sono più sorridenti.

Valentina Cusano Fotografa
www.photographers.it/free/valentinacusano